image - Fukushima, ok Tokyo al rilascio dell'acqua contaminata in mare. Corea del Sud e Cina protestano

Fukushima, ok Tokyo al rilascio dell’acqua contaminata in mare. Corea del Sud e Cina protestano

Ve lo ricordate Bruno Vespa che spiegava, durante una sua trasmissione, con la bacchetta in mano, che il nucleare di terza generazione si poteva fare? Ve lo ricordate? no? Io si… quel signore prezzolato che scrive libri che nessuno compra ci spiego’ che il nucleare andava bene. Dopo pochi giorni fu la catastrofe di Fukushima. Ora butteranno tutto in mare, le loro merde ed anche la bakketta magica di Bruno Vespa. per dissipare il nucleare ci vogliono 200000 anni, altro che la plastica. Gli accrodi strategici continuano, moriranno altre balene, e tanti pesci e tanta pasta radioattiva arrivera’ ancora.

Il governo giapponese ha deciso di rilasciare nell’Oceano Pacifico l’acqua contaminata fino ad oggi impiegata per raffreddare i reattori danneggiati dall’incidente nucleare di Fukushima.
Lo ha comunicato il premier Yoshihide Suga, confermando le anticipazioni della vigilia e malgrado la netta opposizione dell’opinione pubblica, dell’industria della pesca e dei rappresentanti dell’agricoltura locale. Suga ha incontrato i membri dell’esecutivo, incluso il ministro dell’Industria Hiroshi Kajiyama, per formalizzare la decisione, che arriva a 10 anni esatti dalla catastrofe del marzo 2011. 

Il ministero degli Esteri sudcoreano ha convocato l’ambasciatore giapponese Koichi Aiboshi presentando una protesta formale dopo che Koo Yun Cheol, ministro per il coordinamento delle Politiche governative, ha detto che Seul “si oppone con forza” al rilascio in mare di oltre 1,25 milioni di tonnellate di acqua contaminata dalla centrale nucleare di Fukushima.

Il Giappone ha i fiori di loto e non si puo’ fumare negli spazi pubblici, sono veramente educati.

IL NUCLEARE

Il disastro di Černobyl’ è un incidente nucleare avvenuto la notte del 26 aprile 1986 alle ore 1:23:45 UTC+4 presso la centrale nucleare di Černobyl’, nell’allora Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. Al 2021 è il più grave incidente della storia del nucleare civile e l’unico, insieme a quello di Fukushima del 2011, a essere classificato con il settimo livello, il massimo, della scala di catastroficità INES.

Nonostante il nome del luogo con cui il disastro passò alla storia, una località a circa 100 km a nord di Kiev e poco distante dal confine con la Bielorussia, l’impianto nucleare faceva capo alla municipalità di Pryp”jat’, da cui dista circa 3 km, laddove Černobyl’ ne dista circa 18. Dal 1986 Pryp”jat’ è una città fantasma e a Černobyl’ vivono poco più di 1000 persone.

Alla base del disastro parrebbero esservi errori di procedura nel corso di un test di sicurezza sul reattore nucleare RBMK numero 4 della centrale, condotto allo scopo di simulare un black out elettrico al fine di elaborare una soluzione per mantenere freddo tale reattore per il tempo necessario a ristabilire l’alimentazione d’emergenza alle pompe d’acqua. Non era la prima volta che tale test veniva effettuato: infatti, dal 1982 se ne erano tenuti altri tre. Durante il test che provocò l’incidente, posticipato di 10 ore rispetto alla pianificazione iniziale, il reattore lavorò in condizioni instabili; durante questo lasso di tempo, la potenza del reattore venne progressivamente abbassata. Nessuno si accorse di tale instabilità e, quando in piena notte l’allarme rese necessario l’immediato spegnimento del reattore, si innescò una reazione a catena che ne provocò l’esplosione.

Una nuvola di materiale radioattivo fuoriuscì dal reattore e ricadde su vaste aree intorno alla centrale, contaminandole pesantemente. Nonostante il rapido intervento dei vigili del fuoco delle vicine stazioni di Pripjat’ e Černobyl’, per molti giorni fu impossibile bloccare l’emissione radioattiva. I dirigenti sovietici inviati sul posto cercarono di sigillare il reattore esploso con misure d’emergenza improvvisate ma, di fronte alle dimensioni del disastro, furono costretti a organizzare l’evacuazione e il reinsediamento in altre zone di circa 336 000 persone. Non fu neppure possibile evitare la divulgazione della notizia nel mondo e le pesanti conseguenze per la credibilità e il prestigio tecnico-scientifico dell’Unione Sovietica: le nubi radioattive raggiunsero in pochi giorni anche l’Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia, toccando, con livelli di radioattività inferiori, anche l’Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l’Austria e i Balcani, fino a porzioni della costa orientale del Nord America, provocando un allarme generale e grandi polemiche contro i dirigenti sovietici

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