MONSIGNOR ANTONIO BELLANDI ARCIVESCOVO SALERNO 1024x576 - Giornata comunicazioni sociali: la lettera del Mons. Bellandi (Salerno)

Giornata comunicazioni sociali: la lettera del Mons. Bellandi (Salerno)

Carissimi giornalisti e tutti quanti impegnati nel mondo della comunicazione,

è mio desiderio rivolgermi a voi nell’occasione della celebrazione della 55esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si celebrerà il 16 maggio p.v. solennità dell’Ascensione del Signore. Innanzitutto, grazie per il prezioso servizio che offrite a tutta la comunità che vive nel territorio dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno. La missione del comunicatore, oggi più che mai, è di fondamentale importanza per lo sviluppo del tessuto sociale così duramente provato pure dalla pandemia da Covid-19. Le parole, di cui siete maestri nell’utilizzo, possono concorrere a creare barriere o ponti tra le persone che le leggono o le ascoltano. Questo vi impone un notevole sforzo nel lavorio di svotamento di voi stessi, di attenzione verso la tentazione di cedere alla logica di mercato dell’informazione finalizzata all’esclusiva vendita o cattura di un “mi piace” sui social, proprio per comunicare informazione autentica e non notizie di parte o strumentalizzabili da interessi diversi. Una tensione che in voi è evidente e che io, oltre ad apprezzare, sostengo con la preghiera. 

Papa Francesco, nel Messaggio dedicato alla prossima Giornata mondiale – «“Vieni e vedi” (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono» –, dona degli spunti di riflessione utili proprio a incoraggiare il vostro inestimabile lavoro. “L’invito a “venire e vedere”, – scrive il Santo Padre – che accompagna i primi emozionanti incontri di Gesù con i discepoli, è anche il metodo di ogni autentica comunicazione umana. Per poter raccontare la verità della vita che si fa storia è necessario uscire dalla comoda presunzione del “già saputo” e mettersi in movimento, andare a vedere, stare con le persone, ascoltarle, raccogliere le suggestioni della realtà, che sempre ci sorprenderà in qualche suo aspetto”. La presenza fisica del giornalista e di chiunque vuole comunicare, il pensiero libero da pre-condizionamenti o chiavi di lettura impostate aprioristicamente, il desiderio di cogliere e raccontare la verità, sono l’antidoto all’appiattimento della comunicazione e alla frenesia della corsa ad essere “i primi” a discapito dei contenuti e che, alla lunga, diventa il fondamento della crisi dell’informazione. In poche parole, comunicare non può prescindere dall’esperienza viva della conoscenza e dell’incontro, e l’abilità risiede nel rispetto dei fatti, belli o brutti che siano, che determinano il vissuto. La vostra passione, la profonda umanità e la consapevolezza di concorrere al bene comune in modo sostanziale vi rende unici e punto di riferimento per chi vuole conoscere davvero.

Cari amici, è questa una grossa responsabilità che ci accomuna tutti, ma proprio per questo nessuno è solo nell’esercizio del proprio dovere e, nel salutarvi, vi incoraggio a continuare ad essere testimoni della vita e di ciò che di essa raccontate. 

Colgo l’occasione per inviarvi i miei più sinceri saluti e la mia benedizione. Andrea Bellandi”

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