IMMUNI - IMMUNI lavora con API di Apple e Google, il codice sorgente sviluppato in Italia e' disponibile su github.com

IMMUNI lavora con API di Apple e Google, il codice sorgente sviluppato in Italia e’ disponibile su github.com

Cosa cambia se scaricate l’app disponibile su IOS o Android in Italiano se e’ le API (le piattaforme segrete di Google) sono gestite da stranieri?
La verita’ che viene divulgata in questo momento e’ che il codice sorgente e’ disponibile sulla piattaforma github.com, la stessa che offre i codici gratuiti per molte risorse (una specie di wikipedia degli informatici).
Su github.com trovate un po’ di tutto, basta saperlo usare o modificare, su github.com trovate anche cose pazzesche, come montare server o gestire un frigorifero da remoto.
In questo caso stiamo parlando di Immuni, l’app che consente di interfacciarci con un malato di covid: uno zombie.
Paradossalmente lo zombie, come tutti gli appestati, da HIV, epatite (meno enfatizzata), anche un malato o un ex malato, forse di nuovo malato o prossimo al contagiare gli altri, anche il “COVIDDANDO”, del Nord o Cinese, e’ stato stigmatizzato, in questo caso da una app.
Sembra uno strano giro di parole ma la realta’ e’ questa: hai o hai avuto il covid? se lo dichiari su Immuni o se sarai censito dal sistema sanitario nazionale sarai un mattoncino lego di colore rosso.
Ma cosa c’e’ di piu’ bello di un’app (nel sostantivo femminile con tanto di apostrofo) a cinque stelle da scaricaricare sul proprio telefonino che si basa su API GOOGLE (QUELLE DI MAPS) ma che non chiedono la geolocalizzazione con un Huawei, ma succhiano il bluetooth senza che ce ne accorgiamo?
Cosa c’e’ di piu’ bello di un code .js intadudicbile ma pubblicatu su github.com
Bene, scarichiamo questa ennesima app che ci uccidera’ la vita delle batterie, tanto siamo localizzati tramite celle telefoniche e saremo sicuramente IMMUNI e, se saremo stati affetti da brucellosi ci segnalera’ fino alla fine dell’anno o forse no?
il codice sorgente
https://github.com/immuni-app
UN VIDEO INCASINATO CHE SPIEGA IMMUNI

LA STAMPA
Il codice e la documentazione pubblicati su GitHub non contengono particolari sorprese e confermano quanto già si sapeva sulle specifiche tecniche dell’applicazione. Immuni si appoggerà all’interfaccia di programmazione (API) decentralizzata realizzata di concerto da Apple e Google e disponibile su iPhone e smartphone Android con gli aggiornamenti ufficiali pubblicati mercoledì 20 maggio. Il sistema prevede soltanto un meccanismo di notifica dell’esposizione potenziale al Coronavirus grazie all’incrocio tra segnali Bluetooth degli smartphone. Non è invece prevista in alcun modo la raccolta di dati che possano identificare i soggetti coinvolti. L’accoppiamento tra identificativi degli smartphone di persone che sono entrate in contatto avviene solo ed esclusivamente in locale, sul dispositivo di ciascun utente. Sui server centrali, gestiti in Italia da Sogei, passeranno solo i dati necessari ad aggiornare le tabelle con gli ID anonimizzati dei positivi. Tutte le comunicazioni tra i dispositivi e il server centrale saranno in ogni caso criptate e i dati raccolti, anche se anonimizzati, dovranno essere eliminati entro e non oltre il 31 dicembre 2020. Dal Ministero dell’Innovazione confermano il coinvolgimento per la parte di sviluppo tecnologico, di PagoPa, la società che gestisce il sistema dei pagamenti per la PA e i servizi pubblici. Nel codice, però, non se ne fa menzione.

Importante infine specificare che Immuni, sia su Android sia su iPhone, non potrà comunque identificare in alcun modo la posizione del soggetto tramite il GPS, in quanto sia Apple che Google non accetteranno sull’App Store e sul Play Store app che “raccolgono dati di localizzazione”.

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