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Riaperta al pubblico l’Oasi di Morigerati – video

Riaperta al pubblico l’Oasi Wwf Grotte del Bussento di Morigerati. Uno dei fiori all’occhiello del Wwf Italia, l’Oasi e’ estesa su un’area di 607 ettari che circonda la Grotta piu’ importante dove risorge il fiume Bussento.

Il monumento naturale sarà aperto tutti i giorni, dalle ore 10 alle ore 16 (ultimo ingresso). Nel rispetto delle misure anti-Covid, è necessaria la prenotazione per garantire la sicurezza a tutti i visitatori.

Morigerati

Morigerati è un antico borgo arroccato su un promontorio a 268 metri sul livello del mare. Bandiera arancione del Touring Club, Morigerati è uno degli esperimenti più riusciti di ecoturismo in Campania. Il borgo è stato uno dei primi della regione a scommettere sull’ospitalità diffusa, con oltre 30 abitazioni aperte ai turisti ed un unico centro di prenotazioni. Si prenotano anche escursioni con l’asino, trekking guidato e ciclopasseggiate in mountain-bike. La dieta mediterranea è di casa e le tradizioni della civiltà contadina continuano tuttora immutate. Qui il tempo scorre lento e tutto gira intorno all’Oasi naturalistica a valle del centro abitato.
L’Oasi “Grotte del Bussento”, istituita nel 1985, è il progetto di conservazione più importante del WWF Italia ed è inserita nella lista dei Geoparchi mondiali. Pari a 607 ettari, l’Oasi si trova all’interno di un Sito d’Importanza Comunitaria ed è valorizzata dal Parco del Cilento nell’ambito dell’itinerario n° 15. Patrimonio preziosissimo di biodiversità e baluardo a difesa del territorio, l’area protetta di Morigerati richiama ogni anno migliaia di turisti.
Scendere nella vallone del fiume Bussento è un’esperienza di grandissimo impatto.
Il centro visite WWF si raggiunge a piedi dal borgo.
Il sentiero natura dell’Oasi inizia con un’antica mulattiera in pietra, in parte scavata nella roccia, da cui si ammirano vasti paesaggi montuosi.
La parte alta del vallone, a nord ovest, è dominata da leccio, roverella, frassino e carpino, mentre sul versante opposto, più esposto al sole, predomina la macchia maditerranea, composta da euforbia arborea, ampelodesma e lentisco.

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