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San Gennaro, si e’ compiuto il “miracolo”

Il sangue di San Gennaro si è sciolto oggi a Napoli. L’evento al secondo giorno di preghiera, dopo che ieri era rimasto solido. “Alle ore 17.18 del 2 maggio, secondo giorno di preghiera – si legge sul sito della Diocesi -, si è ripetuto il prodigio della Liquefazione del sangue di San Gennaro”.

La storia della chiesa dove fu decapitato il Santo: Santuario di San Gennaro alla Solfatara

Le prime notizie parlano della costruzione di una basilica tra la fine del VI e l’inizio del VII secolo, nel luogo in cui, nel 305, trovò il martirio San Gennaro. Di essa, oggi rimane probabilmente solo l’Altare, venerato dai fedeli come la pietra su cui venne decapitato il santo.
La chiesa fu ricostruita e ampliata nel 1584, guadagnandosi successivamente anche il titolo di Santuario grazie al gran numero di fedeli e pellegrini che vi arrivavano per venerare il Santo.
Il complesso fu restaurato nel 1866 a seguito di un incendio.
La facciata della chiesa è caratterizzata da un pronao con due colonne tuscaniche.
Sulle pareti sono poste alcune lapidi che ricordano momenti salienti della storia del luogo di culto.
L’interno è costituito da un’unica navata, con volta a botte e cappelle laterali.
In una delle cappelle di destra, è custodita la pietra venerata come quella su cui rimangono alcune macchie del sangue di San Gennaro che, secondo la tradizione, sono nere durante l’anno e diventano di un colore più rosso nei giorni che precedono l’anniversario della sua decapitazione (19 settembre).

La leggenda narra che al tempo dei corsari saraceni (VIII secolo d.C.), al busto fu tagliato il naso con un colpo di scimitarra. Chiaramente, se si riteneva il busto del IV secolo, per il popolo esisteva già nell’VIII! In realtà non era così perché il busto fu realizzato nel XIV secolo, ma la leggenda se ne fa un baffo e narra che i fedeli –non potendo lasciare San Gennaro mutilo – commissionarono  un nuovo naso ma i vari scultori non riuscirono mai a far attaccare il naso a quel viso di marmo! La cosa curiosa è che il naso era, secondo la leggenda, finito in mare a Bacoli e più volte fu ripescato dalle reti dei pescatori, che però lo scambiavano per un semplice sasso e lo ributtavano in acqua. Un giorno però, uno dei pescatori riconobbe nella pietra la forma di un naso e la portò in chiesa, dove volò letteralmente dalle mani del pescatore al suo posto, sul volto della statua. Osservando dal vivo il busto, ci si accorge che il naso è stato applicato dopo una probabile ablazione (avvenuta in epoca e circostanze sconosciute, forse dopo le distruzioni che hanno coinvolto la chiesa nel XVI secolo).

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