sanmaurocilento - San Mauro Cilento, avviso di garanzia per otto persone

San Mauro Cilento, avviso di garanzia per otto persone

SAN MAURO CILENTO. Le procedure per l’affidamento del servizio mensa, la proroga del contratto del responsabile dell’ufficio ragioneria e alcune agevolazioni fiscali riconosciute ad una cooperativa vicina al sindaco. Centinaia di documenti, provvedimenti amministrativi e delibere di giunta finiti al centro di un’indagine avviata al Comune di San Mauro Cilento dalla procura della Repubblica di Vallo della Lucania.

Otto gli avvisi di garanzia, con contestuale avviso di conclusione delle indagini, notificati a funzionari e amministratori del Comune cilentano. I reati contestati a vario titolo sono quelli di abuso d’ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Tra gli indagati anche il sindaco Giuseppe Cilento.

Le indagini sono state portate a termine dai carabinieri della stazione di Pollica, all’epoca dei fatti diretta dal maresciallo Lorenzo Brogna. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Antonio Ricci e dal sostituto Luigi Spedaliere, è stata avviata nel settembre del 2019 e si è protratta fino ad aprile del 2020. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il sindaco Cilento, in concorso con altri avrebbe favorito un imprenditrice del posto nell’aggiudicazione del servizio mensa scolastica 2019/2021 facendole protocollare, successivamente alla valutazione delle manifestazioni di interesse pervenute, una nuova nota con un importo inferiore a quello indicato da un’altra ditta partecipante.

Nel mirino degli investigatori anche alcuni benefici fiscali riconosciuti, in occasione di una sagra, ad una cooperativa agricola di cui il sindaco è membro del consiglio di amministrazione. Sotto la lente della magistratura anche la proroga del contratto di lavoro di un professionista esterno ritenuta dagli inquirenti “illegittima”. Adesso gli indagati hanno venti giorni di tempo a decorrere dalla notifica del provvedimento di conclusione delle indagini per presentare memorie difensive o chiedere l’interrogatorio al pm. Solo al termine di questa fase il pm deciderà se chiedere o meno il rinvio a giudizio. (fonte: Repubblica.it)

Condividi