
Il 12 settembre il popolare autore e conduttore porta in scena un viaggio tra i grandi del teatro e della cultura italiana. Da Paolo Poli a Franca Valeri, Dario Fo, Gabriella Ferri e Valentina Cortese, tra memoria, ironia e libertà creativa
Dopo l’apertura affidata ad Annibale Ruccello, la XIV edizione di «…dal Mito a + ∞», la rassegna diretta artisticamente da Sarah Falanga, prosegue il 12 settembre alle ore 21.15 a Villa Salati con un protagonista d’eccezione: Pino Strabioli, in scena con «VE NE DICO QUATTRO», spettacolo scritto dallo stesso Strabioli insieme a Fabio Masi, con contributi video della Growing Production.
Un appuntamento nel quale il teatro diventa racconto, memoria e incontro. Una dimensione nella quale Strabioli si muove con naturalezza, accompagnando il pubblico alla scoperta – o alla riscoperta – di alcuni dei protagonisti che hanno fatto la storia della cultura e dello spettacolo italiano del Novecento.
Dopo il successo di «Sempre fiori mai un fioraio», Strabioli torna dunque a raccontare altri grandi personaggi attraverso uno spettacolo che non vuole essere un semplice omaggio, né una sequenza nostalgica di ricordi, ma un dialogo vivo tra passato e presente.
Al centro di «Ve ne dico quattro» ci sono Paolo Poli, Franca Valeri, Dario Fo, Gabriella Ferri e Valentina Cortese: personalità diversissime, accomunate dalla capacità di lasciare un segno profondo nella cultura italiana.
Attraverso aneddoti, testimonianze e ricordi, Pino Strabioli costruisce un affresco di un’epoca teatrale irripetibile, restituendo al pubblico non soltanto i grandi artisti, ma anche l’atmosfera, la libertà e l’irriverenza che hanno caratterizzato una parte fondamentale della storia dello spettacolo italiano.
Il racconto nasce infatti anche dalla conoscenza diretta di molti dei protagonisti. Strabioli non si limita a raccontarli: li incontra nuovamente attraverso la memoria, restituendone aspetti personali, episodi, gesti e parole.
Ne nasce una narrazione intima e insieme teatrale, capace di alternare il sorriso alla commozione, la leggerezza alla riflessione.
Uno degli elementi caratterizzanti dello spettacolo è proprio il modo in cui viene concepito il rapporto con il passato.
La scena non diventa un museo della memoria, ma uno spazio vivo e in continuo movimento. Luci e video accompagnano il racconto e i contributi della Growing Production diventano vere e proprie finestre sul tempo, facendo riaffiorare volti, atmosfere e frammenti di epoche che hanno segnato l’immaginario collettivo.
La memoria, dunque, non viene semplicemente evocata: prende forma davanti agli occhi dello spettatore.
Il palco diventa così un luogo nel quale passato e presente possono incontrarsi senza gerarchie, attraverso un tempo quasi circolare nel quale ciò che è stato torna a dialogare con ciò che siamo diventati.
Nel racconto di Strabioli trova spazio anche una riflessione sul cambiamento del mondo dello spettacolo e della società.
Da una parte c’è la libertà creativa di un’epoca nella quale gli artisti potevano essere sfacciati, irriverenti, provocatori e spesso anarchici; dall’altra un presente nel quale l’attenzione al linguaggio e al politicamente corretto sembra avere assunto un peso sempre maggiore.
Il confronto non viene proposto in maniera nostalgica o moralistica. Sono le storie, gli aneddoti e le esperienze personali a far emergere le domande.
Cosa abbiamo guadagnato e cosa abbiamo perso? Quanto spazio rimane oggi per la provocazione, per l’ironia, per quella libertà assoluta che ha permesso ad alcuni grandi artisti del Novecento di diventare autentici punti di riferimento?
Strabioli non offre risposte definitive: invita il pubblico a riflettere insieme a lui.
Un salotto teatrale
«Ve ne dico quattro» costruisce così una particolare complicità con gli spettatori.
Pino Strabioli non interpreta i personaggi che racconta: li incontra. E invita il pubblico a fare altrettanto, come se la platea diventasse un grande salotto nel quale condividere ricordi, scoperte e racconti.
Accanto ai grandi del Novecento trovano spazio anche gli incontri più recenti di Strabioli con alcune delle figure più note del panorama culturale contemporaneo. Un ulteriore filo che unisce generazioni diverse e dimostra come l’arte possa attraversare il tempo senza perdere la propria capacità di emozionare.
Dal mito alla memoria, la linea della XIV edizione
La presenza di Pino Strabioli si inserisce pienamente nel percorso della XIV edizione di «…dal Mito a + ∞», che ancora una volta sceglie di mettere in relazione spettacolo, memoria e luoghi di particolare valore storico.
Dopo Villa Rita, il festival approda dunque a Villa Salati, grazie alla disponibilità del Comune di Capaccio Paestum, trasformando anche questo luogo storico in uno spazio dedicato all’incontro con il teatro e con la cultura.
La rassegna, ideata e diretta artisticamente da Sarah Falanga, prosegue così il proprio viaggio attraverso epoche, linguaggi e protagonisti diversi: dal mito classico alla drammaturgia contemporanea, dalla memoria del teatro italiano alla musica.
Un viaggio che continua a trovare nel territorio di Paestum il suo palcoscenico naturale.
Appuntamento il 12 settembre alle ore 21.15 a Villa Salati con Pino Strabioli e «VE NE DICO QUATTRO».










