
La pioggia non ferma Carnuluvaro mio. L’edizione 2026 del carnevale tradizionale di Cosentini di Montecorice (SA) si è chiusa martedì 17 febbraio. Dopo la Maschkarata lungo le vie del borgo e la Ballata di Zeza, rappresentata sulla piazza di Cosentini, spazio alla Lamentazione per la morte di Carnuluvaro e al falò in cui è stato bruciato il pupazzo che lo rappresenta, detto ‘u Tatillo.
Soddisfazione per l’Associazione Euphória, che organizza annualmente la manifestazione. Per il secondo anno ha accompagnato la mascherata di Martedì Grasso la fotografa Scabec Barbara Di Maio. È a lei che l’associazione rivolge il primo ringraziamento. “Ci teniamo a ringraziare Barbara Di Maio per l’attenzione che rivolge al nostro piccolo carnevale. E un grazie va a tutti gli spettatori che si sono avvicendati in questi due giorni di festeggiamenti carnevaleschi”, dicono da Euphória. “Un grazie in particolare va poi a persone come Ivan Volpe, Mario Damiani e Antonio Gallo, per la loro disponibilità nell’aiutare anche nei momenti preparatori della manifestazione”.
Un ringraziamento va alle attività che hanno sostenuto la manifestazione: Cerry Pub-Cerreta di Omignano, DAD telefonia-Agropoli; Mobili Ferrazzano – Sessa Cilento e Maxidea – Omignano Scalo.
Ma il ringraziamento più sentito va ai partecipanti che si sono messi in gioco e divertiti a mascherarsi e a mettere in scena il Carnevale di una volta, con le sue scenette improvvisate e le strofette irriverenti che gli anziani hanno tramandato. Molti i partecipanti tornati in paese appositamente per questa festa di comunità dal Nord e Centro Italia dove risiedono ormai stabilmente.
“E poi ci sono loro: gli anziani, che non solo sono le fonti indispensabili per il recupero delle nostre tradizioni, ma sono anche i più entusiasti e partecipi quando si tratta di inventare e recitare scene di ogni tipo. Sono loro a darci la spinta per andare avanti nella nostra attività di recupero e conservazione della cultura locale”, concludono gli organizzatori.
Da oggi inizia la Quaresima e, come ogni anno da generazioni, a Cosentini si appende il pupazzo che rappresenta la vedova di Carnevale. Una donna vestita di nero con un’arancia appesa sul retro, alla quale sono infisse sette penne di gallina, una per ogni settimana quaresimale. Il Mercoledì Santo, quando le famiglie preparano tradizionalmente le pizze pasquali e il pane, la bambola verrà bruciata insieme alla legna per preparare il forno nel quale cuoceranno.
L’appuntamento col Carnevale tradizionale di Cosentini è per febbraio 2027.
Nel frattempo, l’Associazione Euphória guarda agli eventi estivi e si prepara a organizzare la terza edizione di ‘A Zita, la rappresentazione del matrimonio di una volta, che si svolgerà a Cosentini il prossimo 20 agosto.










