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A MISANO IL MOTORISMO STORICO PARLA AI GIOVANI: LA SFIDA DEL CLUB SALERNO AUTOSTORICHE

Cultura dell’auto, sicurezza stradale e memoria. Il presidente Dino Nardiello: «Dobbiamo proteggere e accogliere i giovani, andando anche nel loro mondo e parlando il loro linguaggio»

MISANO – Il motorismo storico guarda al futuro e lo fa partendo proprio dai giovani. È questo uno dei messaggi più significativi emersi dall’edizione di ASI Fest, andata in scena al Misano World Circuit, dove per tre giorni si sono incontrati cultura motoristica, veicoli storici, formazione, eleganza e sicurezza stradale.

Un appuntamento che ha visto protagonisti automobili, motociclette, trattori e mezzi storici di ogni genere, insieme a numerosi momenti di incontro e alle spettacolari parate che hanno coinvolto il circuito. Tra le realtà che hanno scelto di dedicare particolare attenzione alle nuove generazioni c’è stato il Club Salerno Autostoriche, Federato ASI n. 263, presente nei Padiglioni 28, 29 e 30 con un progetto sviluppato insieme alla Commissione ASI Giovani.

L’obiettivo non era semplicemente mostrare ai ragazzi alcune vetture d’epoca, ma creare un’occasione per avvicinarli a un mondo che rischia, se non adeguatamente raccontato, di apparire lontano dalle loro abitudini e dai loro interessi.

«DOBBIAMO ANDARE NOI VERSO I GIOVANI»

È proprio da questa considerazione che parte la riflessione del presidente del Club Salerno Autostoriche, ing. Dino Nardiello.

«Se vogliamo che il motorismo storico abbia un futuro – sottolinea Nardiello – dobbiamo innanzitutto proteggere e accogliere i giovani. Non possiamo aspettare semplicemente che siano loro a venire da noi. Se necessario, dobbiamo essere noi ad andare nel loro mondo, incontrarli nelle scuole, nei luoghi che frequentano e attraverso gli strumenti che utilizzano ogni giorno».

Un approccio che significa anche modificare il modo di comunicare.

«Dobbiamo imparare a parlare il loro linguaggio – prosegue il presidente – senza rinunciare ai valori e ai contenuti che appartengono al motorismo storico. Dobbiamo incuriosirli, coinvolgerli e dare loro la possibilità di scoprire che dietro un’automobile storica non c’è soltanto un oggetto del passato, ma una storia fatta di tecnica, design, lavoro, innovazione e persone».

La speranza, spiega Nardiello, è che proprio da questa curiosità possano nascere nuovi appassionati.

«Non possiamo pretendere che un ragazzo si innamori di qualcosa che non conosce. Prima dobbiamo creare l’opportunità di incontrare questo mondo, farlo comprendere e magari far scattare quella scintilla che, nel tempo, può trasformarsi in passione».

LA SCUOLA COME LUOGO DI INCONTRO

Da qui l’idea di considerare anche le scuole come uno dei luoghi privilegiati per costruire il futuro del motorismo storico.

Portare nelle aule la storia dell’automobile, la meccanica, il restauro, il design e l’evoluzione tecnologica significa infatti offrire ai ragazzi una chiave diversa per leggere il passato industriale e sociale del Paese.

Il veicolo storico diventa così uno strumento didattico e culturale, capace di raccontare epoche, trasformazioni e conquiste tecnologiche.

Ma il progetto di Misano è andato oltre la semplice conoscenza delle automobili.

SICUREZZA STRADALE, UNA LEZIONE PER IL PRESENTE

Grande spazio è stato riservato alla sicurezza stradale, con attività dedicate alla percezione del rischio, ai tempi di reazione, alla velocità, alla distanza di sicurezza, alle distrazioni e all’utilizzo dello smartphone durante la guida.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al rapporto tra alcol e guida. Attraverso simulazioni virtuali e controllate, senza consumo di alcol, i ragazzi hanno potuto comprendere quanto possano modificarsi attenzione, percezione e capacità di reazione.

Un percorso nel quale la storia del motorismo è diventata anche occasione per affrontare temi molto concreti della vita quotidiana.

«LA PASSIONE DEVE ESSERE ANCHE RESPONSABILITÀ»

A rendere più coinvolgente l’esperienza è stato il “Trofeo ASI Sicura – Passione al volante, responsabilità sulla strada”, con simulatori di guida, prove di attenzione, tempi di reazione e riconoscimento dei pericoli.

Non una gara sulla velocità, ma una sfida sulla capacità di mantenere concentrazione e controllo.

Un concetto particolarmente importante per il Club Salerno Autostoriche, che vede nella diffusione della cultura della sicurezza uno dei possibili punti di contatto tra il mondo del motorismo storico e quello dei giovani.

IL PREMIO DEDICATO AL PROF. GERARDO GUSTATO

Tra i momenti più significativi della manifestazione anche l’istituzione del “Premio Gerardo Gustato”, voluto dal Club Salerno Autostoriche in ricordo del compianto prof. Gerardo Gustato.

Il riconoscimento è stato consegnato nell’ambito del Concorso di Eleganza, in una cornice che ha consentito di unire la celebrazione delle automobili storiche al valore della memoria.

Un omaggio a una persona profondamente legata alla cultura, alla passione e alla condivisione che rappresentano alcuni dei valori fondanti del motorismo storico.

LA COMMISSIONE ASI GIOVANI AL FIANCO DEL CLUB

Importante il lavoro svolto insieme alla Commissione ASI Giovani, guidata dal presidente Matteo Rufini, che ha contribuito a creare un dialogo diretto con i partecipanti più giovani.

Proprio la collaborazione tra il Club e la Commissione ha permesso di costruire un programma nel quale il motorismo storico non è stato presentato come qualcosa di statico e appartenente esclusivamente al passato, ma come una realtà capace di parlare anche al presente.

UNA SFIDA CHE GUARDA AL DOMANI

L’esperienza di Misano lascia quindi un interrogativo e, allo stesso tempo, una direzione precisa: come riuscire a trasmettere alle nuove generazioni la passione per il motorismo storico?

La risposta del Club Salerno Autostoriche passa attraverso l’incontro, la formazione e la capacità di ascoltare i giovani.

Non basta conservare le automobili: occorre conservare anche la cultura che rappresentano e trovare il modo di trasmetterla a chi, oggi, ha interessi e linguaggi differenti.

«Il nostro compito – conclude Nardiello – è creare le condizioni perché i giovani possano avvicinarsi, conoscere e scegliere liberamente se appassionarsi. Se riusciremo anche solo a incuriosirne qualcuno, avremo già gettato un seme importante per il futuro».

Da Misano, dunque, non è arrivata soltanto una celebrazione del passato. È arrivato soprattutto un messaggio rivolto al futuro: il motorismo storico potrà continuare a vivere se saprà incontrare le nuove generazioni, ascoltarle e parlare anche il loro linguaggio.

Conoscere il passato, vivere la passione, guidare con responsabilità e costruire il futuro.

redazione

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