
Edificare l’identità: due libri raccontano la storia della chiesa di Marina di Camerota
A Marina di Camerota, nel cuore del Cilento ottocentesco, una giovane comunità di pescatori e contadini trasformò la fede in un progetto collettivo: la costruzione del Tempio Santo, simbolo di identità, coesione e memoria. Tra difficoltà economiche e cambiamenti storici, l’impresa fu sostenuta dalla guida di monsignor Nicola Maria Laudisio, vescovo di Policastro, e dall’appoggio di Ferdinando II di Borbone.
Oggi quella storia riaffiora grazie a due volumi complementari: “La Storia che varca la Storia – la chiesa si racconta” di Orazio Ruocco, che ricostruisce l’affresco storico-artistico dell’edificio, con prefazione di don Gianni Citro, parroco di Marina di Camerota, e “La Fede si fa Pietra – un popolo, una chiesa, un Vescovo e un Re” di Innocenzo Bortone, dedicato ai primi trent’anni di vita della chiesa nel contesto cilentano, con prefazione di Aniello Amato, storico e linguista. Due opere che, lette insieme, restituiscono il racconto corale di un sogno divenuto patrimonio culturale.










