
Ci sono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, custodito dalla carezza del vento che sale dal mare e dai profumi secolari degli ulivi. Sui pendii del Monte Stella, dove la collina accompagna lo sguardo verso l’orizzonte, Zoppi non è semplicemente la frazione più interna di Montecorice: è l’anima pulsante di un Cilento autentico, fatto di pietra, terra e legami indissolubili.
Qui la storia affonda le sue radici già nel 1113. È una storia collettiva che intreccia i destini di Zoppi con quelli di Fornelli, Cosentini e Ortodonico, dove un tempo il lavoro si condivideva e la vita scorreva al ritmo degli antichi consortia. Qui, la “chiova” la gloriosa Chiesa del Santissimo Salvatore di Cosentini e la trecentesca Chiesa di Sant’Antonio erano luoghi di fede e punti di riferimento per intere generazioni.
Nemmeno il tempo, con i suoi inevitabili mutamenti, né la ferita dell’emigrazione sono riusciti a spezzare questo filo d’aria e di sangue. Perché Zoppi custodisce una forza rara: la memoria viva. Una memoria preservata con cura e devozione da figure come il professor Amedeo Pasca, monsignor don Salvatore Della Pepa e il professor Ferdinando Della Pepa, custodi di storie e identità che meritano di essere conosciute, preservate e tramandate.
Oggi quella memoria non vive più soltanto nei ricordi degli anziani, ma continua a risplendere nel cuore dei giovani. Rino e Gianfranco Gallo, Pierfrancesco Pasca e tanti altri ragazzi della neonata associazione locale hanno deciso di prendere per mano il proprio paese, trasformando l’amore per le proprie radici in un’energia nuova e contagiosa.
L’11 e il 19 agosto, Zoppi non vi invita a una semplice festa: vi apre le porte della sua casa.
In queste due giornate, la borgata si trasformerà in un incantevole teatro a cielo aperto. Le viuzze e le piazze si animeranno di musica, spettacoli, risate, racconti popolari e tradizioni enogastronomiche. Sarà il trionfo dei sapori veraci di una volta: dai fusilli fatti a mano con il ragù fumante alle melanzane fritte e dorate, fino ai dolci tradizionali preparati con la sapienza e l’amore della cucina di famiglia.
Che siate nati qui, che torniate da lontano dopo un anno di attesa o che siate visitatori alla ricerca della vera magia del Cilento, questo è il vostro invito.
Venite a vivere l’emozione di una comunità che dimostra come anche i piccoli borghi possano coltivare grandi sogni. Venite a scoprire che, dietro ogni ulivo e ogni pietra, si nasconde una storia che parla anche di voi.
Come recita un antico e commovente adagio cilentano:
“A terra toja nun t’abbandona maje: si ’o core è llà, prima o poi ce turni.”
L’11 e il 19 agosto lasciatevi guidare dal cuore. Zoppi vi aspetta a braccia aperte per festeggiare, ricordare e sognare insieme.










