
L’archeologia europea si incontra a Paestum: cinque Paesi a confronto sulla tutela del patrimonio e sul futuro della professione
Sabato 31 ottobre, alla XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, la Confederazione Italiana Archeologi riunisce organizzazioni professionali e di settore di Italia, Spagna, Francia, Germania e Danimarca. Una nuova tappa concreta verso una collaborazione europea più stabile per la professione archeologica.
Archeologia preventiva, tutela del patrimonio, riconoscimento delle competenze professionali e ruolo delle imprese specializzate: sono i temi al centro dell’incontro internazionale “WHAT HAS LA VALLETTA DONE FOR EUROPEAN ARCHAEOLOGY? Comparing Heritage Protection, Professional Structures, and Archaeological Practice”, organizzato dalla Confederazione Italiana Archeologi (CIA) nell’ambito della XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum.
L’appuntamento è per sabato 31 ottobre 2026, dalle 14:30 alle 16:30, nella Sala Nettuno del Next ex Tabacchificio. Al confronto parteciperanno organizzazioni professionali e di settore provenienti da cinque Paesi europei: per la Spagna la Plataforma Estatal de Profesionales de la Arqueología con Susana del Rivero Mier; per la Francia la Fédération des Métiers de l’Archéologie Préventive con Loïc Buffat; per la Germania CIfA Deutschland con Hendrik Hofmann; per la Danimarca Foreningen af Fagarkæologer con Laurits Borberg. Per l’Italia interverranno, oltre alla Confederazione Italiana Archeologi, anche l’Associazione Nazionale Archeologi, Archeoimprese e Legacoop Produzione e Servizi.
A oltre trent’anni dall’adozione della Convenzione europea della Valletta del 1992, che ha posto al centro l’integrazione della tutela archeologica nei processi di pianificazione e trasformazione del territorio, l’incontro mette a confronto i differenti modelli nazionali di archeologia preventiva, evidenziandone peculiarità, punti di forza e criticità.
L’iniziativa si inserisce nel percorso europeo sviluppato a partire dal 2025 e dà seguito agli obiettivi condivisi attraverso il Manifesto di Madrid, nato dal confronto tra organizzazioni professionali di diversi Paesi europei per rafforzare il riconoscimento della professione archeologica, promuovere condizioni di lavoro adeguate e favorire una maggiore collaborazione tra le organizzazioni di categoria. Il percorso è proseguito anche nel confronto interno alla CIA e con le altre realtà italiane del settore.
| «Con il Manifesto di Madrid abbiamo individuato obiettivi comuni, ma firmare un documento è soltanto il primo passo», sottolinea Cinzia Rampazzo, Presidente Nazionale della Confederazione Italiana Archeologi. «Per costruire una collaborazione europea efficace dobbiamo innanzitutto conoscerci meglio: capire come funzionano i sistemi di tutela, quali sono le condizioni di lavoro degli archeologi e come operano le imprese specializzate nei diversi Paesi. Vogliamo che l’incontro di Paestum sia una nuova tappa di un percorso stabile, capace di trasformare gli intenti del Manifesto in proposte e iniziative concrete». |
Un confronto europeo in una fase decisiva per gli appalti pubblici
Il confronto arriva in una fase di particolare attualità per il settore. Il 9 settembre 2026 la Commissione europea ha presentato la proposta di Public Procurement Act (COM(2026) 590), un nuovo regolamento destinato, se approvato, a sostituire le direttive europee del 2014 su appalti e concessioni. La proposta punta a semplificare e modernizzare il quadro europeo degli appalti pubblici e apre un dibattito rilevante anche per l’archeologia professionale, in particolare sulle modalità di affidamento dei servizi, sulla qualificazione degli operatori e sul rapporto tra tutela del patrimonio e realizzazione delle opere pubbliche.
Le differenze tra i modelli nazionali restano significative: cambiano le procedure di archeologia preventiva, il rapporto tra interventi pubblici e privati, i sistemi di riconoscimento delle competenze professionali e i requisiti richiesti alle imprese. Il confronto di Paestum punta quindi a individuare problemi comuni e possibili ambiti di collaborazione, anche nella prospettiva di sviluppare criteri e standard condivisi per la qualità del lavoro e il riconoscimento delle qualifiche professionali a livello europeo.
L’incontro sarà aperto dai saluti di Cinzia Rampazzo e Alessandro Pintucci per la Confederazione Italiana Archeologi e proseguirà con gli interventi dei rappresentanti dei cinque Paesi partecipanti.
Informazioni sull’evento
| Titolo | WHAT HAS LA VALLETTA DONE FOR EUROPEAN ARCHAEOLOGY? Comparing Heritage Protection, Professional Structures, and Archaeological Practice |
| Data | Sabato 31 ottobre 2026 |
| Orario | 14:30-16:30 |
| Luogo | Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico – Next ex Tabacchificio, Sala Nettuno, Paestum |
| Organizzazione | Confederazione Italiana Archeologi (CIA) |
| Paesi partecipanti | Italia, Spagna, Francia, Germania e Danimarca |
| Sito | www.archeologi-italiani.it |










