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Corinoti e il culto di San Pantaleone: le radici dalmate e il baluardo dell’identità cilentana

Il superamento dell’incertezza contemporanea a Vallo della Lucania, un tempo legata alla precarietà dei raccolti e oggi alle minacce della modernità e dello spopolamento, trova un baluardo inscalfibile nella devozione per San Pantaleone. Questa venerazione profonda rappresenta una delle più imponenti manifestazioni di antropologia religiosa del Mezzogiorno d’Italia.

Il baricentro immateriale di questa ritualità si localizza storicamente nel Rione Corinoti, noto oggi come Rione San Pantaleone, nucleo genetico ed embrionale del tessuto cittadino.

L’antico casale di Corinoti custodisce una storia secolare che affonda le proprie radici nel Medioevo: il primo nucleo abitativo si sviluppa presumibilmente intorno al IX secolo a opera di profughi provenienti da Cornutum, una città della Dalmazia, da cui derivò il toponimo originario del villaggio noto come Castrum Cornutorum o Casale dei Cornuti. L’esistenza formale del casale di Corinoti è comprovata da fonti scritte ufficiali: il suo nome appare infatti all’interno di due pergamene del XIII secolo custodite presso l’Archivio della Badia di Cava de’ Tirreni. Nel 1741, il consolidamento del legame con Ravello per la Traslazione della Reliquia del Sangue inserisce definitivamente Corinoti e la sua chiesa principale in un circuito di prodigi ematici tipici dell’area campana. Nel 1809, sotto l’amministrazione napoleonica dello Stato di Novi, il Casale di Corinoti (o Cornito) viene unito amministrativamente al contiguo Casale di Spio, da cui era separato storicamente da un corso d’acqua poi coperto, formalizzando la nascita del moderno comune di Vallo della Lucania. Tale unione è immortalata nello stemma cittadino, dove le due mani che stringono un cuore nella parte superiore simboleggiano proprio la comunità di Corinoti.

Durante i giorni della Festa appena trascorsa, preceduta dal Leon Fest – Meravigliosi Mediterranei, la topofilia devozionale ha trasfigurato l’antico spazio urbano: le trame viarie storiche, i vicoli angusti e l’architettura della Cattedrale sono diventati  contenitori fisici della memoria collettiva. Il sacro si è tramutato in spazio vissuto, offrendo alla collettività una struttura sociale protettiva basata sul Genius Loci cilentano.

La transizione dal sacro al profano si compie pienamente il 27 luglio di ogni anno, quando la solenne processione del Santo Medico agisce come un dispositivo di rifondazione del patto sociale: attraversando i diversi quartieri, il simulacro del Martire di Nicomedia azzera temporaneamente le disparità di classe e le frizioni della quotidianità, cementando una comune appartenenza identitaria tra i cittadini vallesi, gli abitanti dei comuni vicini e gli emigrati che tornano per la Festa di San Pantaleo. 

L’inserimento nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano (IPIC) rientra in una precisa logica sociologica: l’ istituzionalizzazione del passaggio generazionale del rito, contrastando la demitizzazione della società contemporanea senza scadere in una sterile museificazione.

In questo contesto, le espressioni artistiche diffuse del Leon Fest e culminate con il concerto dell’ultima sera non snaturano il sentimento religioso, ma ne amplificano la portata. Il turismo delle radici e la riappropriazione identitaria cooperano nel rione Corinoti, trasformando la secolare venerazione per San Pantaleone nel motore primario di resilienza e coesione per Vallo della Lucania e per i territori limitrofi.

Le antiche mura di Corinoti
Le antiche mura di Corinoti

antonella casaburi

Antonella Casaburi, nata a Vallo della Lucania (SA) nel 1980, dopo la maturità classica si trasferisce a Roma, dove si laurea con lode in Storia della Critica Letteraria Italiana all'Università "La Sapienza". Esperta e traduttrice di ungherese, docente di Lettere, "Mirari" è il suo fulminante romanzo d'esordio, numerose volte recensito dalla stampa nazionale, esposto al Salone Internazionale del Libro di Torino, alla Fiera del Libro di Roma e alla Fiera Internazionale del Libro di Praga. Acquista MIRARI: https://www.lastaria.it/mirari/

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