
A 57 anni dalla prima edizione, edita tra il 1968 e il 1969, il Centro di Promozione Culturale per il Cilento ripubblica in volume unico un’opera ormai introvabile e preziosa: la storica raccolta delle Iscrizioni Latine di Paestum realizzata da Mario Mello e Giuseppe Voza.
All’epoca della prima pubblicazione, i due autori erano giovanissimi studiosi. In seguito hanno ricoperto ruoli di massimo rilievo nel panorama culturale: Mello è diventato libero docente presso l’Università di Napoli e membro di prestigiose Accademie, senza mai perdere uno sguardo privilegiato su Paestum; Voza è stato funzionario della Soprintendenza Archeologica di Salerno, docente e promotore di celebri rassegne in Italia e all’estero.
Il monumentale lavoro di ristampa documenta dettagliatamente i diversi aspetti della vita di Paestum dalla piena età repubblicana fino alla tarda età imperiale, allargando e arricchendo in modo significativo la conoscenza della città romana e della storia antica. Al vasto materiale epigrafico originariamente raccolto, studiato e pubblicato da Mello e Voza, che già ammontava ad almeno trecento iscrizioni, comprese quelle edite da Theodor Mommsen nel volume decimo del suo Corpus Inscriptionum Latinarum, si aggiungono oggi oltre duecentocinquanta nuove iscrizioni.
Sei sezioni, dedicate rispettivamente alle epigrafi sacre, alle iscrizioni imperiali e ai diplomi militari, ai testi inerenti ai personaggi illustri della città, alle opere pubbliche, alle lastre funerarie e a un cospicuo nucleo di ottantanove frammenti, per lo più frustuli di difficile integrazione, il tutto completato da tavole e indici, ne costituiscono l’imponente patrimonio testuale. Ad impreziosire ulteriormente la struttura dell’opera intervengono le colte introduzioni ai singoli capitoli, che condensano efficacemente il contenuto epigrafico complessivo. Lo straordinario aggiornamento di questo volume tiene conto anche delle ultime campagne di scavo condotte sul sito archeologico
In un complesso documentario così ricco e variegato, l’analisi scientifica permette di visionare dati di straordinario interesse storico. Tra i molti, meritano di essere segnalati due di particolare rilievo per la comprensione della comunità antica. Il primo dato emerge sin dall’apertura del primo capitolo dedicato alle iscrizioni sacre ed è la sorprendente presenza di una divinità singolare denominata Mens, che compare sia con l’epiteto di Bona che di Augusta, rappresentata iconograficamente come una donna seduta e intenta alla lettura all’interno di un tempio: l’alto numero di attestazioni epigrafiche testimonia un culto capillarmente diffuso sul cui profondo significato teologico e sociale gli studiosi ancora si interrogano.
Il secondo dato di assoluto rilievo emerge invece nel capitolo dedicato ai personaggi eminenti, il quale rivela la presenza a Paestum di illustri famiglie di origine etrusca provenienti dal vicino agro Picentino, un territorio rimasto in mano etrusca fino al 273 a. C.
All’interno di questo panorama sociale si distinguono nettamente i Galonii e i Numonii, la famiglia da cui discendeva quel C. Numonius Vala che fu personaggio di grande opulenza e amico intimo di Orazio, e la gens di rango equestre dei Tullii Cicerones la quale, essendo attestata da numerose epigrafi, risalta per il ruolo assolutamente centrale e protagonistico esercitato nella vita politica e sociale della città.
A questa pubblicazione seguirà, a breve, un ulteriore volume di aggiornamento interamente dedicato alle iscrizioni ritrovate dal 1968 al 2025.










