
Per aiutare il territorio, impedire lo spopolamento, la desertificazione e per cambiare il suo destino è necessario introdurre il concetto di programmazione economica territoriale.
Il presupposto è quello di poter creare e ideare delle attività che assicurino un reddito, partendo però dal semplificare e usare il buon senso, per dare la possibilità di fare impresa e incentivare l’ imprenditoria giovanile.
Grazie alla capacità di tradurre un problema in un’occasione di sviluppo, facendo leva sulla capacità di inventare nuove opportunità di lavoro.
Deve passare il concetto ,che bisogna lavorare per costruire e guardare al futuro con fiducia e non affidarsi a promesse e guadagni facili.
Nei giovani devono vincere l’ orgoglio e le ambizioni.
I giovani devono investire sul proprio spirito di iniziativa, capacità e puntare a valorizzare le tradizioni ,gli usi e costumi locali.
Auspicabile sarebbe l’ istituzione di una scuola di cucina locale ma con soli prodotti tipici certificati, sfruttare l’ artigianato utilizzando risorse naturali come la pietra cilentana che coniuga bellezza e resistenza,i vimini praticità e bello ed il legno come la radica di erica unica e poliedrica, non ultimo valorizzare le ricchezze uniche del sottobosco .
Guardando indietro si può imparare tanto, ebbene i nostri avi erano dei grandi economisti ed imprenditori,in tanti costruivano delle aziende partendo dalla famiglia.
La famiglia il nucleo da cui si partiva era una spalla essenziale per il presente ed il futuro , sicurezza e armonia insieme ,il vero motore e tesoro della vita.
Bisogna fare una considerazione molto utile e importante, perché le famiglie non puntavano sulla monocoltura ma sulla pluricoltura, è un concetto che in economia si usa molto con la logica del canestrello.
In pratica non si investiva su un solo prodotto ma su diversi prodotti ,così se uno perde gli altri possono guadagnare ed il risultato era sempre positivo.
Compravano qualche capo di bestiame costruivano un ricovero alla buona,su un terreno di proprietà dei genitori o del demanio e si partiva.
Piano piano con il lavoro l’ impegno e la dedizione l’ azienda cresceva e si costruiva così un futuro per sé e per la famiglia.
Oggi manca la volontà la voglia, ma soprattutto l’ orgoglio e l’ ambizione di realizzarsi, questo ha causato una perdita sociale notevole per sé ma anche per la società.
Bisogna tornare all’ economia del fare e soprattutto lavorare e non perdere il tempo a criticare e giudicare, la grande crisi farà il resto.
Rimboccarsi le mani e credere nelle proprie idee ,capacità e coraggio per costruire una famiglia e una vita.
L’ orgoglio e l’ esperienza faranno il resto, pochi hanno avuto la fortuna di trovare l’uovo già pronto, in tanti non ci siamo scoraggiati e lavorato molto con impegno e sacrificio.
La terra è la ricchezza dell’ uomo e della vita.
Bisogna salvaguardare il territorio essendo consapevoli di essere custodi di un bene da tramandare con passione e amore ,mantenere la biodiversità e non depredarlo .
Scoprire l’ importanza della famiglia per fare squadra e impresa , impegnarsi a costruire un futuro con fatti e poche chiacchiere e con tanta umiltà e modestia.









