
Il volume “Trinitilla e il volo delle formiche” di Rino Mele (D’Amato Editore, 2024) è formato da un romanzo breve e dai ventinove racconti di “Trinitilla e il volo delle formiche”. Rino Mele ha scritto un testo colto e raffinato che colpisce straordinariamente, caratterizzato dai tratti del realismo magico: “un altro paese, uguale a quello che Trinitilla abitava, lo si raggiungeva per certi cunicoli di terra azzurra, era un teatro sotterraneo dove era rimasta solo la cavea, il posto verticale degli spettatori”.
Il volume contiene molti racconti ma, soprattutto, tratteggia il personaggio di Trinitilla: una fanciulla indotta e ingenua, che vive in maniera straordinaria la sua proiezione verso il mistero ma al tempo stesso è contro le regole, una fanciulla considerata ai margini, che non vede per imitare una nonna giovane e, forse, cieca. È una storia, quella di Trinitilla, che inizia con un’agonia e finisce con una morte. È tutto verosimile ed è tutto inventato, in una storia intrisa di ardore mistico. Rino Mele scrive un’opera superba, dalla raffinatissima capacità narrativa che lascia senza fiato: è pura poesia.
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Rino Mele è nato a Sant’Arsenio (SA). Già docente all’Università degli Studi di Salerno, dove ha insegnato Storia del Teatro e dello Spettacolo e Metodologia e Critica dello Spettacolo, è autore di una ricca produzione letteraria, sia in poesia che in prosa. Tra i suoi libri i poemetti “L’incendio immaginato”, sul delirio della consapevole morte di Giordano Bruno, e “Il corpo di Moro”, “La lepre del tempo e l’imperatore Federico II”, la traduzione dell’Apocalisse di Giovanni”, “Trinitilla e il volo delle formiche”, “Montagne pensose, dialogo sulla poesia”, scritto con Dacia Maraini.










