
Rubbettino Editore, all’interno della Collana “Università”, nel 2021 ha pubblicato il volume “La storia senza aggettivi. Studi in onore di Luigi Rossi”. L’ opera, che merita di essere riletta, raccoglie contributi di studiosi e colleghi a testimoniare la fecondità del percorso scientifico e accademico di Luigi Rossi, già Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Salerno.
Curato da Luca Castagna, Alfonso Conte e Roberto Parrella, il libro analizza la quarantennale produzione dell’intellettuale e propone saggi che ne riflettono la pluralità di interessi, celebrando un metodo storico aperto alla complessità del sociale.
Nella prima parte è assai meritevole di attenzione il contributosulle forme di sociabilità della nobiltà meridionale tra ‘800 e ‘900 La seconda parte consta di una miscellanea di contributi di varia natura che esemplifica la panoplia degli interessi differenti degli studiosi della Facoltà di riferimento.
È da rilevare il contributo, tra politologia e sociologia delle religioni, scritto da Paolo Naso sull’America di Trump e sul fondamentalismo religioso su cui ha fatto leva l’avventuroso tycoon, un tema questo su cui recentemente lo stesso Rossi si è soffermato con un interessante saggio (Trump e Prevost), novità editoriale di D’Amato Editore.La storia senza aggettivi. Studi in onore di Luigi Rossi tratteggia l’intellettuale cilentano che, con lodevole convinzione e particolare rilevanza alla dimensione pubblica della cultura, attraverso anche numerose iniziative culturali, e grazie ad una peculiare sensibilità verso la missione pedagogica insita nel mestiere di storico, tacitianamente “sine ira et studio” ha contribuito a ripensare metodi e paradigmi, stimolando allievi e studenti a percorrere con curiosità i sentieri di Clio, aprendosi alla dinamica complessità del sociale e rifiutando di auto-confinarsi nelle presunte certezze della turris eburnea accademica










