
Voglio riportare alcuni suggerimenti che si potrebbero mettere in atto e tornare utili . Sono il risultato della mia personale analisi sociale ed economica.
Il territorio ha bisogno di un coinvolgimento a 360 gradi di tutte le forze capaci e motivate per farlo tornare protagonista.
Da piccoli gesti possono nascere nuove proposte e prospettive, capaci di cambiare il percorso di un territorio destinato allo spopolamento e all’
abbandono.
Con poco si può scoprire la serenità e godere la bellezza della natura e al tempo stesso ritrovare la genuinità ad un piccolo prezzo.
Un primo passo per valorizzare il territorio è quello dell’ istituire una riserva viva ed un ambiente solidale, Parco”Verde Paradiso”,ovvero un salotto all’ aperto dove si può socializzare o rilassarsi e creare l’arte del giardino nella natura del Parco.
Uno spazio dove si possono trovare fiori e piante come natura crea, che vengono promossi per sviluppare
la conoscenza, le curiosità e la cultura insieme alla tutela degli stessi.
Un luogo comune sereno dove si può leggere,fare degli incontri e scrivere, scoprire il silenzio della natura e la bellezza della meditazione, per rigenerare il corpo e la mente.
Utile sarebbe dedicare nel Parco “Verde Paradiso”,un piccolo spazio per il ristoro e la vendita di fiori e piante autoctone da poter utilizzare anche a fini ornamentali, come fragoline di bosco, asparagi selvatici e asparagine,viole e bonsai,etc.
Vendita poi di gadget particolari come i proverbi cilentani scritti sulla pietra cilentana,il ferro per fare i fusilli, foulard con foto di luoghi particolari,il ricettario cilentano, portachiavi in legno artigianali,i libri degli scrittori del parco in vendita e da leggere, cassetta e vademecum per l’ orto amico,etc.
Naturalmente annessa bisogna creare un ‘attivita’ didattica dedicata e rivolta a tutte le età.
Al territorio manca una struttura essenziale che può essere insieme innovazione ,ricerca e sviluppo ovvero la centrale del latte di capra, da me suggerita e proposta in più occasioni a partire dagli anni 80.
La centrale del latte non dovrebbe essere un semplice centro di raccolta, ma di controllo del latte,con relativa vendita, trasformazione, stagionatura e successiva vendita diretta dei prodotti finiti.
Ricerca pertanto di nuovi prodotti, come yogurt e altro, essere garanti per i consumatori ,fare promozione e ricerca di nuovi mercati a livello europeo e nel mondo.
Un giovane che vuole intraprendere l’ attività di allevamento delle capre ,molte volte l’ abbandona prima di iniziare pensando alla trasformazione del latte , quindi meglio desistere o emigrare. L’opportunità messa nel dimenticatoio.
L’ oro bianco del Cilento è il latte di capra ed è stato da sempre il volano di sviluppo ed un traino economico del comparto agricolo e alimentare.
Senza tralasciare il mercato degli insaccati tradizionali ,una risorsa importante per l’ economia ed ecologia del territorio, sviluppare gli allevamenti familiari ed i laboratori di trasformazione all’ antica.
Non bisogna dimenticare che le capre e gli asini sono stati per i contadini cilentani espressione di forza ,lavoro e sacrificio, essenziali per la famiglia e per la loro sopravvivenza.
Importante per combattere lo spopolamento sarebbe anche la creazione delle botteghe sociali o prettamente familiari, luoghi dove poter acquistare solo prodotti del proprio territorio , ma a prezzi inferiori grazie all’ esenzione dalle tasse e spazi messi a disposizione dai comuni.
Utile sarebbe stabilire un premio solo per i residenti mediante un buono annuale di 240 euro a famiglia,da utilizzare per acquistare prodotti tipici locali, prodotti da aziende del territorio stesso.
Aiutare così il cittadino e gli imprenditori locali, promuovendo il consumo dei prodotti del territorio e l’ economia locale.
L’ economia come la creatività è l’ arte del fare, non si discute, si impara facendo e soprattutto lavorando e usando l’ Intelletto.
L’ esperienza, fatta di passione e competenza.









